IL MITO DELLA LUCANITA' NELL'ARTE DI LINO BARBALINARDO
Il Giornale Jonico pag.4 del 16.2.1996 anno 1 n. 1 (Pisticci
mt)..
Il Corriere del giorno n.24 anno XIV del 29.1.1997 (Taranto).
Natura,
cultura, mito del paesaggio lucano: sono queste le tre direttrici
sulle quali si muove la pittura di Lino Barbalinardo, giovane
artista di Marconia, già conosciuto per i favorevoli
consensi di critica, riportati in alcune collettive e personali.
Il tratto deciso del pennello, la solarità delle tonalità
mediterranee, la piena consapevolezza di aver intuito un preciso
percorso pittorico e la sicurezza del segno hanno contribuito
a dare quella necessaria svolta definitiva alla sua produzione,
che oggi si identifica in immagini vive ed essenziali, dai
campi cromatici sovrapposti, nel recupero di una concezione
sacrale della pittura nelle forme primarie del paesaggio della
memoria, nel forte legame con la sua terra, di cui diventa
interprete raffinato e di cui ne esprime l'essenzialità
poetica. Lino Barbalinardo è così pittore passionale
e sensibile nel contempo, specialmente quando ritrae paesaggi
tipici pisticcesi, le campagne ed i prodotti della sua terra,
i luoghi sempre cari del ricordo, la dimensione quasi arcaica
della natura tutta ancora da scoprire e raccontare. Ed in
ogni suo dipinto si scopre fertilità ed inventiva ed
il timbro di una personalità inconfondibile che respinge
correnti e mode imperanti. Il paesaggio diventa così
costante e sequenziale narrazione di un evento mitico che
parla all'anima e ne ritrae gli aspetti più nobili,
tra l'allegorico, il figurativo ed il sentimentale. Barbalinardo
sembra avere una predilezione particolare anche per i giochi
chiaroscurali, quasi di impostazione scultorea, che talora
contornano l'immagine, quasi a volerle conferire maggiore
fascino, attraverso il non-finito e l'isolamento plastico.
Giuseppe Coniglio
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