I
l
sogno inizia a Capo Verde
Una
scheggia d'Africa annegata in mezzo all'Oceano Atlantico. Fa
capolino nelle prime guide turistiche e te la propongono in
agenzia, ma e ancora un posto a misura d'uomo, dove il ritmo
della vita e pigro e sonnolento e allora... si vive
di
Michelangelo Dotta
Come ogni realta su cui la grande macchina turistica ha puntato
il suo sguardo interessato, anche le dieci isole di Capo Verde
sono entrate a far parte di quell'immaginario collettivo carico
di seduzione che e il "pianeta vacanze".
Dalle proposte patinate d'agenzia e dalle prime guide turistiche
mirate, inizia timidamente a far capolino questa scheggia d'Africa
annegata in mezzo all'oceano Atlantico.
Per
questioni legate al lavoro sono ormai 20 anni che seguo attraverso
le immagini le vicende di questa giovane democrazia (l'indipendenza
dal Portogallo risale al 1975) che vive principalmente delle
ricchezze che gli emigrati spediscono in patria.
Sempre descritta come terra povera e grama, battuta dal mare
e dai venti, vittima di una siccità atavica e costretta
dalla collocazione geografica ad un isolamento forzato, questo
lembo estremo del poverissimo e desertico sahel ha capovolto
ogni mio pregiudizio quando pochi giorni fa, sempre per lavoro,
sono sbarcato prima a Sal, poi a S.Vicente, S.Antao, Santiago
con la capitale Praia, Fogo e Brava.
Fuori
totalmente dal circuito preparato per il turismo, lontano dai
recinti dei grandi alberghi e determinato nel condurre le telecamere
alla scoperta di una realta piu vicina alla dimensione quotidiana
della vita capoverdiana, ho conosciuto un mondo totalmente inaspettato.
Intanto le isole, io ne ho percorse 6 su 10, tutte di dimensioni
diverse ma medio piccole, con caratteristiche e climi che variano
secondo zone e altitudini.
Dalla
desertica e piccolissima Sal, marrone bruciato che sconfina
in lembi di spiaggia bianca e mare caraibico, alla industriosa
S. Vicente con il porto commerciale di Mindelo, dalla bellissima
S. Antao con le sue verdi montagne ricoperte di pini fino a
2300 metri, per giungere a Fogo, dominata dal vulcano con le
sue colate lunari, che si perdono sulle spiagge nere di sabbia
finissima che si impasta con l'oceano.
E
poi, in ultimo, ma certo non per importanza, la gente, i capoverdiani,
che in 450.000 continuano ad abitare le 9 isole (la decima e
deserta).Sono creoli, razza mista, e in media simpatici, estroversi,
gentili, con molta voglia di crescere e tendenzialmente belli,
sia le donne che gli uomini.
A
Capo Verde ci si muove in tutta tranquillità, di notte
come di giorno senza particolari problemi, i ritmi delle cose
sono lenti e sicuramente piu umani di quelli occidentali, ci
si saluta per strada cercando di incontrare e non evitare lo
sguardo di chi ti passa vicino.
E' un mondo di cui noi abbiamo forse perso per sempre le tracce
e, quel che è piu grave, è un mondo che tante
persone non hanno mai incontrato e conosciuto. Il turismo siamo
noi, e noi siamo quel mondo; siamo poi proprio cosi sicuri che
sia un bene per Capo Verde esportarlo?